Marigliano, Pontecitra sprofonda nel degrado.

Anita Capasso

Milioni virtuali, degrado reale. Pontecitra sprofonda nell’abbandono e… nella farsa.

MARIGLIANO - Mentre da giorni in città si  continuano a battere le mani  per il libro nazionale delle meraviglie in cui sono finiti tre abnormi progetti di riqualificazione urbana per 15 milioni (virtuali) subordinati alle disponibilità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’abbandono e il degrado in cui è sprofondata Pontecitra hanno raggiunto livelli record. Quelli sì che sono veri, reali, sotto gli occhi di tutti.

Basta farsi un giro già nelle vicinanze degli Uffici del Distretto 48 dell’ASL per rendersi conto della vergogna in cui sono costretti ad abitare bambini, anziani, famiglie. Lo spettacolo che si presenta è  davvero raccapricciante e umiliante non solo per il decoro della città, ma della stessa dignità umana. Carcasse di auto incendiate come nella più squallida bidonville di Nuova Delhi. Spazzatura e rifiuti speciali che si accumulano da mesi sotto i balconi degli appartamenti ai primi piani. Rifiuti edili davanti agli ingressi delle scuole materna e elementare. Senza che nessuno li rimuova.

 Una savana è cresciuta tra le aiuole davanti alla chiesa e davanti alle scuole materne, elementari e medie. L’erba alta però non è il regno di elefanti e giraffe ma di pantegane, cartacce, bottigliette e siringhe. Qualche piccolo intervento ad opera dei bambini dell’oratorio e poi il nulla. Nessuno pulisce, nessuno falcia, nessuno annaffia, nessuno disinfesta. Meglio non passare tra i vialetti dopo il tramonto perché i lampioni o sono fuori uso o hanno le lampadine bruciate da mesi.

E nessuno le sostituisce. Che dire poi dei vari edifici in cui la stessa dignità umana è oltraggiata? Tetti da rifare, intonaci scrostasti, crepe, infiltrazioni di acqua, gli aeratori dei bagni, costruiti senza finestre, non funzionano. E poi c’è sempre il solito problema: l’amianto nei muri. Ma il comparto 219 di Pontecitra non doveva essere demolito e ricostruito già 15 anni fa? Su Pontecitra non era calata una provvidenziale pioggia di 18 milioni di euro? Dove sono finiti quei 18 milioni di euro?

Al danno si aggiunge la beffa, che si tramuta in farsa.  Era il 2006, quando  fu annunciato  uno straordinario programma di riqualificazione per Pontecitra con “la demolizione e la ricostruzione del comparto 219” a cui venivano assegnati 18 milioni di euro. Dico 18 milioni di euro.  Mica bruscolini. L’ENEA incaricata di redigere solo il progetto, in sopralluogo, effettuato il 16 gennaio del 2006, accertò che era necessaria la demolizione di tutto il comparto senza alcuna possibilità di recupero. Questo perché nella 219 di Pontecitra non era stata mai fatta manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture o degli impianti.

Non era mai stato effettuato un adeguamento degli impianti elettrici alla Legge 46/90. Gli ascensori erano da sempre guasti, vi erano significativi problemi di sicurezza nelle scale e presenza di fibre di amianto all’interno delle pareti portanti. Insomma, veniva offerto un piano di urbanistica sperimentale, innovativo, eccezionale che avrebbe consegnato ai cittadini, alla fine dei lavori di demolizione e ricostruzione, un quartiere nuovo, “dove non ci sarebbe stato più spazio per alloggi indegni”, come dissero  allora i politici.

Le demolizioni e le ricostruzioni di quelle catapecchie provvisorie di cartongesso, però da queste parti, nessuno le ha viste, nessuno se le ricorda. A parte qualche rinfrescata delle tinteggiature esterne in sgargianti colori olandesi, la sostituzione delle caldaie e dei salvavita degli impianti elettrici. Nessuno ha visto né i “servizi di quartiere” né i “due contenitori commerciali”. Dei parchi riqualificati neppure l’ombra, così come delle attrezzature, delle piazze, delle strutture sportive. Dove sono la demolizione e la ricostruzione dei comparti 219? Come sono stati spesi quei 18 milioni di euro destinati solo a Pontecitra? Che interventi sono stati effettuati? Trasparenza.

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