Marigliano: riprendono demolizioni e cemento nel centro storico

Anita Capasso

Le associazioni: “Umiliata la città con un Puc in atto!”.

MARIGLIANO - Giù le mani dal centro storico. Nuovi sventramenti e distruzioni si profilano nel centro storico di Marigliano. Altri pezzi di città, di storia, andranno in fumo. Dopo il provvidenziale stop alla cementificazione del patrimonio culturale imposto nel 2018 dall’ex Amministrazione di Antonio Carpino e dall’ex Dirigente dell’Ufficio Tecnico Sabato Esposito, che salvaguardava tutto il perimetro del borgo antico, è ripartita la manomissione del paesaggio e dei beni culturali.

 

Tornano le demolizioni/ricostruzioni di villini e palazzotti tra i vicoli del borgo a cui si accompagnano generosi aumenti delle cubature di oltre il 35%. Nella zona più sacra e quella urbanisticamente più satura: il centro storico. Una follia urbanistica bella e buona.

Diversi gli edifici storici del centro antico che saranno rasi al suolo. Sono stati sfornati  i primi permessi a costruire pubblicati sull’Albo Pretorio. Senza rispetto per le zone A. Senza alcun riguardo per le indicazioni della Soprintendenza che aveva chiesto  di darci un taglio con gli scempi sull’edilizia tradizionale attraverso decine e decine di lettere, incontri e note ufficiali.

E le direttive del nuovo Piano Urbanistico Comunale adottato a maggio scorso non contano più?  Non si è neppure aspettato che fossero valutate le osservazioni che i cittadini stanno presentando all’Ufficio di Piano dopo aver sborsato pure dei soldini per le marche da bollo. Che dire poi delle “misure di salvaguardia” introdotte allo scopo di non compromettere l’impianto del nuovo PUC e che sono state puntualmente messe da parte? Insomma, una paradossale contraddizione con un inevitabile codazzo di veleni e di polemiche.

Il copione è il solito, già visto e rivisto in passato: demolire l’edilizia storica e costruire nuove case, sfornare altra cubatura facendo impennare il carico urbanistico.  Pochi costruiscono mentre tutta la comunità paga in termini economici, ambientali, culturali e sociali. Suonano come delle sonore sberle quei permessi a costruire con la demolizione e la ricostruzione di immobili di pregio culturale nel centro storico. Possiamo dire addio alla conservazione dell’antico tessuto edilizio e della stessa identità dei luoghi per i quali si erano battuti comunisti del calibro di Alfonso Chirichiello e Adolfo Stellato.

Possiamo mettere una pietra tombale sull’urbanistica partecipata, sul rispetto della memoria e del paesaggio con cui ci si è riempiti la bocca.  Sono indignate le associazioni. Non nasconde la sua delusione e il suo sconforto il professor Lugi Monda del Comitato Proborgo, alla cui tenacia si deve il finanziamento di 450 mila euro stanziati dal Ministero della Cultura per il restauro della Chiesa Collegiata e della Chiesa del Purgatorio: "È un fatto grave, gravissimo, un insulto alla storia di Marigliano e ai suoi cittadini, un impatto devastante per il territorio. È questo il cambiamento che ci avevano promesso? Consultazioni, sondaggi, osservazioni, webinar a cosa sono serviti?".

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