Marigliano, bloccati i redditi di cittadinanza agli immigrati: diffidato il Comune

Redazione

MARIGLIANO. “Il comune non viene incontro agli immigrati”. Diffidato il comune di Marigliano tramite lo studio legale per i diritti degli immigrati. Sotto accusa la revoca del reddito di cittadinanza agli immigrati che hanno solo la residenza di fatto.  Sono state le associazioni YaBasta e Nova Koinè a presentare l’esposto contro la  piattaforma GEPI per la convalida dei requisiti di reddito di cittadinanza.

Ecco cosa scrivono i vertici delle due Associazioni: ”Abbiamo ricevuto tante segnalazioni da cittadini migranti che si sono visti revocare il contributo del reddito di cittadinanza in modo illegittimo dall’ufficio Gepi del Comune e abbiamo più volte segnalato al comune la prassi illegittima e discriminatoria messa in atto dall’ufficio e dal dirigente ( stiamo portando avanti questa vertenza in molti comuni e qui spieghiamo nello specifico cosa sta accadendo: Revoche del reddito di cittadinanza: si consideri la residenza “di fatto” non quella anagrafica – Progetto Melting Pot Europa )”.  La delusione è tanta.

“Abbiamo anche avuto un incontro, lo scorso 22 Dicembre con il Sindaco, l’Assessore ed i consiglieri Stellato e D’agostino oltre che con il dirigente dott. Albano. Un incontro, per noi estremamente positivo.  Purtroppo dopo quasi un mese nessuno dei punti concordati con l’amministrazione e con il dirigente è stato attuato, anzi l’ufficio ci ha risposto con due note illegittime e prive di alcuno riscontro giuridico”. Quella della diffida è stata una decisione sofferta.

 

“Diffidare l’amministrazione del comune in cui da oltre 10 anni svolgiamo in modo autonomo e gratuito i nostri corsi di italiano L2 nel convento delle Suore Vincenziane, non è una scelta di cui siamo contenti, ci lascia molto delusi e amareggiati,  ma una scelta a cui siamo stati costretti. Chi ci conosce sa che una volta intrapresa una lotta nella difesa dei giusti diritti non siamo soliti arrenderci. Sappiamo bene che siamo di fronte ad una prassi illegittima degli uffici e speriamo però in uno scatto di orgoglio e di giustizia da parte di un’amministrazione che pochi giorni fa inaugurava una panchina dedicata a Giulio Regeni e che il mese scorso accoglieva il presidente nazionale di Emergency. Pensiamo che abbia poco senso parlare dei diritti a chilometri di distanza quando vengono sistematicamente violati i diritti dei nostri concittadini di origine migranti”.

 

Il sindaco Giuseppe Jossa si difende dalle accuse: “I migranti ci stanno a cuore così come l’impegno delle associazioni YaBASta e Nova Koinè.  Il responsabile del settore Guglielmo Albano si è immediatamente attivato chiedendo un parere al Ministero e all’Inps.  Il problema è di natura interpretativa e riguarda anche altri comuni. Non appena saranno chiariti questi problemi si procederà”.

 

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