È morto Salvatore Pica... genialità e anticonformismo.

Anita Capasso

NAPOLI - Lutto nel panorama culturale partenopeo. Salvatore Pica e la sua genialità sono stati stroncati dal maledetto Covid. Nato alla Pignasecca e' stato un punto di riferimento per gli artisti contemporanei. Un anticonformista che andava oltre con la mente e con l' arte. 

Con intuito aveva giganteggiato sin da subito nel mondo del design con il suo Ellisse, diventato oltre che luogo di riferimento della borghesia napoletana, una vera agorà culturale, da cui nacque l’"Accademia della catastrofe", che coinvolse i bei nomi della cultura cittadina e mondiale, fino ad Andy Wahrol e Joseph Beuys.

Finita la sua prima vita, cominciò quella della notte, «dura, che non fa paura», il periodo in cui il nostro portò a ballare Chiaia e Posillipo al Kgb in piena Sanità per poi aprire il suo Baretto di Pick e Paik (il secondo di Chiaia, ora sono tanti, troppi) che diventò fulcro della vita cultural-mondana serale «on the road».

Chiuso il baretto, aprì varie gallerie d’arte contemporanea (la sua passione) per aiutare artisti giovani, ma anche consumati, che avevano meno possibilità di esporre. Infine gli anni dorati d’Ischia, al Regina Isabella di Lacco Ameno con la sua famiglia a raccontare ricordi dell’Ischia degli anni Cinquanta che lo vide protagonista come quella dei Duemila.

Mancherà a tutti quelli che hanno incrociato la loro vita con la sua e che gli hanno voluto bene. Quindi a tantissimi. Il professore Luigi Caramiello dice:" Ho perso un fratello maggiore".  Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: «Un napoletano geniale, dalla personalità eclettica e dalla capacità di contaminare design e cultura. La città e i napoletani lo ricorderanno con affetto".  Davvero Napoli perde un grande genio pop.

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