Brusciano al voto: vetrate Asl prese a pistolettate

Anita Capasso

BRUSCIANO - Vetrate del presidio sanitario Asl prese a pistolettate. Vengono utilizzate come bersaglio.   Da quando sono state posizionate le telecamere i pistoleri del quartiere stanno continuamente a sparare colpi. Di sera quando i dipendenti non ci sono si divertono a colpire. Persino un cane è stato sparato.  Un messaggio e a chi? Allo Stato? La situazione è davvero intollerabile.

Tra stese, raid, rapine, pizzo e traffico di sostanze stupefacenti la cittadina nota per la sagra dei gigli ha davvero toccato il fondo. Misure per contrastare l’illegalità? Risposta delle istituzioni? Chi si aspettava un argine è rimasto davvero deluso. Si è continuato invece a sparare trasformando la città delle papacelle in un far west.

E l’inchiesta Bloody money di Fan Page che vede Brusciano al centro dello sversamento di rifiuti liquidi? In pratica inchiostro che l’ex boss Nunzio Perrella propone per l’affaire smaltimento a un suo vecchio amico per 100 mila euro. Le ecomafie fanno affari a danno della salute della collettività sversando nei Regi Lagni bruscianesi.

 I picchi tumorali sono da brividi. Un caso? Solo un caso e poi cala il silenzio e nelle famiglie si vivono i drammi di parenti e amici devastati dalle patologie del secolo. Brusciano va al voto con la consapevolezza che bisogna voltare pagina e riappropriarsi della propria identità e del proprio orgoglio. Su questi temi bisogna confrontarsi. E chi sarà eletto non potrà non affrontare il problema sicurezza e ambiente.

Nella corsa al parlamentino locale ci sono una marea di candidati tra vecchi nomi e nuovi che si affacciano per la prima volta alla politica. Ufficialmente cala il silenzio per la campagna elettorale. Ma si procederà col porta a porta. Il grosso serbatoio di voti si concentra nel rione di edilizia popolare dove la povertà e le emergenze sono all’ordine del giorno.

Sette liste per i candidati Guseppe Montanile e Carmineantonio Esposito. Il centrosinistra di Montanile corre senza il simbolo del PD che è stato affidato al medico Antonio Castaldo,  figlio di Mariapia Di Monda,  veterana del partito democratico.  Sul fronte opposto il giudice in pensione Carmine Antonio Esposito, 76 anni, con cui corre con una propria lista anche Nicola Marotta finito più volte al centro di inchieste della magistratura.

   Spicca il M5S che si affida all’avvocato Liana Rollino candidando persone non legate alle vecchie logiche di partito. Gaetano Allocca con la lista Popolo Sovrano  continuamente mette in evidenza le storture di questa campagna elettorale dove prevale il manifesto selvaggio e il botta e risposta a distanza dei candidati.

Foto di  archivio

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