Marigliano, l'insostenibile pesantezza dell'aria.

Alfredo Strocchia

Marigliano - mi si consenta un appello all'aria.

Sono giorni, settimane, che ogni sera, al calar del sole, il vespro non porta alcuna romanticheria, ma soltanto un irrespirabile odore tossico di bruciato, che accompagna la città almeno fino all'alba. Mentre nella vicina San Vitaliano lamentano il problema in maniera continuativa da anni ormai, a Marigliano, la triste abitudine dei roghi sembrava cosa superata. Evidentemente non è così. Anzi, ai roghi "di periferia" pare si sia aggiunta l'assurda e ingorante abitudine di bruciare spazzatura nei camini domestici. Mi rendo conto che si tratta di cose di cui si preferisce tacere, su cui piace glissare, un po' per non pensarci, un po' per non dare una brutta impressione del luogo e  di sé, ma negarsi queste verità drammatiche è squallido quanto nascondere la sporcizia sotto al tappetto, prima o poi si accumula. 

In una recente trasmissione televisiva, andata in onda su reti nazionali, abbiamo tutti ascoltato il vanto delle istituzioni locali per le proprie attività a tutela del territorio. Evidentemente queste non bastano. Sul territorio comunale è anche attiva la missione "Terra dei fuochi". Sembra che neppure questa basti. Come al solito, non mi piace prendermela con le istituzioni, al di là della loro efficienza e delle loro capacità, i controlli sono palliativi, non sono le istituzioni a bruciare rifiuti, ma i cittadini. Prendersela sempre e comunque con la politica è proprio una cattiva abitudine. A quanto pare, anche limitarsi ad essere ligi cittadini non basta più. C'è necessità di osservare, guardarsi intorno, segnalare, farsi sentire, denunciare e parlarne. Qui si parla di roghi  che spargono in aria puzza di morte e la morte non suole dar credito né alla riservatezza né all'omertà. 

Questo è un appello ai cattivi cittadini, perché comprendano la gravità delle proprie azioni, alle istituzioni, perché s'impegnino in maniera adeguata per la tutela della nostra vita, ai buoni cittadini, perché comprendano e affrontino il problema, infine, ai nostri figli, perché possano perdonare i propri genitori, strateghi abili quanto uno struzzo, con la testa al sicuro e il didietro ben in vista.

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