Covid19, in fabbrica come in trincea: protocollo sicurezza da rivedere!

Nicola Riccio

Le dichiarazioni Pomo Salvatore Segretario UGL Chimici Napoli

“Per le fabbriche ancora aperte, la solo attuazione del protocollo di sicurezza risulta essere insufficiente” – dichiara Pomo Salvatore Segretario UGL Chimici Napoli – “Oggi registriamo la perdita di un lavoratore della filiere della Plastica della nota società Seda Spa, azienda leader della provincia di Napoli che ha tre le sue fila più di 1000 addetti, vogliamo esprimere prima di tutto la nostra vicinanza alla famiglia del lavoratore,” - continua il sindacalista – “ma dobbiamo per forza di cose essere critici nei confronti delle Istituzioni per le falle del protocollo sicurezza” 

“Nella società in questione, come in tante altre ancora aperte, sono stati applicati alla lettera i dettami del protocollo sicurezza per il Covid-19, predisponendo DPI per i lavoratori, con la chiusura di reparti non collegati alla filiera di prima necessità, utilizzando termo-scanner per la misurazione della temperatura corporea e programmando piani ferie per le maestranze e periodiche santificazioni, ma tutto ciò non è bastato ad evitare il dramma,” – aggiunge Pomo, che conclude – “la falla è riconducibile al ruolo delle istituzioni che non hanno il polso reale della situazione, quindi chiediamo fortemente al Governo Nazionale e Regionale di mettere in piedi azioni atte a garantire la sicurezza dei lavoratori come ad esempio tamponi per il personale in assenza per malattia che presentino stati febbrili o quantomeno sospetti, al fini di avere certezze, conoscere lo stato dell’arte e poter fare delle valutazioni empiriche per contrastare il rischio contagi.” 

 

 

 

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