Le vittime delle mafie non sono lutti privati

Redazione

Appello alla città per ricordare Giuseppina Guerriero, vittima innocente della camorra

 

MARIGLIANO -  Era la sera del  3 settembre del 1998, una madre di 4 figli , torna a casa dopo il lavoro, viene gravemente ferita alla testa durante un conflitto a fuoco tra camorristi in località Spartimento di Scisciano. Il killer, Giovanni Gioia, condannato a 24 anni nel 2001, spara contro l'auto del rivale, Saverio Pianese.

Morirà dopo pochi giorni, aveva 43 anni, una mia concittadina, viveva nella frazione di Faibano. E’ una delle vittime innocenti della camorra. Si chiamava GIUSEPPINA GUERRIERO, stava al posto giusto, al momento giusto!

Come associazione Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie, dedicammo a lei il presidio territoriale dell’area Nolana, in occasione del passaggio della carovana antimafia nel 2013. A Marigliano il suo paese, il mio paese, Giuseppina è costantemente umiliata e dimenticata.

Anche l’albero di Carrubo, albero simbolo della lotta alla mafie, che avevamo piantato, come un monumento vivo per ricordare il sacrificio di questa madre e moglie,grazie alla cooperativa sociale “OTTAVIA” è stato tolto, nel silenzio di tutti, per fare posto a una fila di alberi di Palma che fanno da corona all’ennesimo parco di cemento e ferro, in costruzione nello slargo di via san Francesco.

Cancellare la memoria è come ammazzare di nuovo, perché è in quella vite spezzata, in quell’innocenza violata, è nel fare memoria e impegno che affondano le radici di un impegno teso alla costruzione di una società libera dalle mafie, dalla corruzione e da ogni tipo di malaffare.

Il sindaco Carpino, al tempo della tragedia, era consigliere come me, e ricorderà bene il consiglio comunale che facemmo a Faibano, con l’allora Sindaco il compianto prof. Caccavale. 

Faccio appello a Lui e alla Sua amministrazione, alle associazioni, alle chiese,  alle scuole e a tutti i cittadini  affinché ci sia un impegno vero e immediato per fare in modo che Giuseppina Guerriero non sia dimenticata, ma diventi una testimonianza viva per un impegno "nel segno di una memoria che non vuole essere celebrazione ma impegno per il cambiamento"..

Assistiamo oggi a un  generale disincanto e disorientamento e a una  pericolosa tendenza alla “diserzione” dalle forme di partecipazione" è importante mettere in luce l’esistenza di un’Italia che non si arrende

Proprio in un momento in cui il nostro territorio è attraversato da una violenza spietata, che mette a rischio la nostra sicurezza, rende difficile la vita ad imprese. giornaliste e preti   che denuncia una presenza della camorra, armata e pervasiva..

Oggi il rischio è che la parola stessa “legalità” deve essere bonificata perché non diventi un idolo.

 Fuggire dunque dalla “retorica” e scegliere “con coraggio e umiltà” la strada della “consapevolezza e della responsabilità. Perché la mafia si annida nell'indifferenza e nella superficialità, nel quieto vivere e nel puntare il dito e girarsi dall'altra parte. 

Lo chiedo alla mia città che resiste, fatta di gente perbene che nelle associazioni, nelle cooperative, nelle realtà laiche e religiose, o anche semplicemente assumendosi le proprie responsabilità di cittadino, s’impegna per il bene della nostra terra e dell’intero Paese

Antonio D’Amore
Referente provinciale  Associazione Libera , Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

 

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