People, il nuovo libro di Filomena Carrella

Franco Trifuoggi

People non è un testo monotono,  appesantito da clausole moralistiche, bensì una scrittura che, pur non priva di insegnamenti pratici e di messaggi etici – non di rado dissimulati – rivela la chiara consapevolezza, da parte dell’autrice,  dell’esigenza di parlare al sentimento e alla fantasia di un’età particolarmente difficile, come ben sa chi oggi esercita la missione di educatore.

Pertanto Filomena Carrella non paventa i rischi dell’ “accelerazione della storia”, perché dei potenziali lettori sa immaginare propensioni, istanze, problemi,  gusti, e adeguare ad essi i toni del suo ductus espressivo. Questa persuasa adesione alle istanze di tali suoi fruitori rende ragione dello spazio assegnato – accanto a figure di indubbio spessore umano, culturale ed etico – ai miti dell’adolescenza e alla loro varia fenomenologia, in prevalenza distante dal proporsi come valore pedagogicamente paradigmatico, ma pur sempre idonea non solo ad appagare curiosità e dilettazioni ludiche, bensì anche a suscitare – con l’aiuto delle schede che accompagnano ogni lettera – facili spunti di riflessione o di analisi. Questo testo, dunque, configura una gradevole sosta di lettura e di ripensamento che può riuscire, almeno in parte, a sospendere, se non ad esorcizzare, la morbosa sudditanza ai ‘’social network’’ e allo schematismo della dinamica dei “messaggini”.

L’autrice, invero, nel suo grato impegno appare sorretta da un eccezionale entusiasmo intellettuale, che si risolve nella foga di una partitura immaginosa, ricca di metafore e di insistenze argomentative, che rivelano, insieme, una collaudata vocazione didattica e una fervida adesione alla materia trattata, e quasi un vago timore di distaccarsene. Tale fervore, atto a coinvolgere il lettore, riesce tanto più meritorio in tempi, come il nostro, di aridità spirituale e di dominio dell’utilitarismo. Questa tensione anima, per lo più, cadenze ipotattiche, ampie e complesse, che non disdegnano un gusto barocco di coacervatio, specialmente  quando l’autrice indulge al compiacimento iconografico o allo scandaglio psicologico. Una propensione che si avvale di una lingua perspicua, nitida e colorita, di immediata comunicabilità, indice di una schietta vicinanza affettiva della scrittrice all’universo dei suoi lettori.

People rappresenta, In conclusione, un percorso epistolare ricco, vivace e suggestivo, che la variegata gamma iconografica immunizza dal rischio della monotonia, e che  può giovare, a mio avviso, anche a quanti,  di età adulta, desiderino attingere un  agevole approccio ai miti e alle suggestioni degli adolescenti, tale da consentire loro di orientarsi nella non facile comprensione di una generazione tanto distante dalla propria. Questa somma di pregi e di valori rende, insomma, il libro attuale oltre che gradevole e interessante: un’opera, quindi, di cui dobbiamo rendere grazie alla gentile e brillante autrice.

    People,  edito da Edizioni Melegrana, è disponibile in digital store.

 

                   

                                                                                  

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