Marigliano, presentato Metamorfosi Di Un Burattino.

Redazione

Una interpretazione de Le Avventure di Pinocchio. Presentazione del saggio di Angelo Porcaro

MARIGLIANO - Venerdì 18 maggio 2018, nella Sala delle conferenze del Convento di S.Vito, èstato presentato il libro Metamorfosi Di Un Burattino. Una interpretazione de Le avventure di Pinocchio di Angelo Porcaro, docente di materie letterarie e latino. Sono intervenuti il prof. Sisto Peluso, docente di storia e filosofia, ed il prof. Antonio Esposito, dirigente scolastico, supervisore di tirocinio e cultore di Sociologia presso l’Università degli Studi di Salerno.

Il prof. Peluso ha dato alla sua relazione un taglio filosofico, operando delle ipotesi originali e facendo riferimenti, talvolta arditi, con Dante, i presocratici, la filosofia antica, che hanno destato interesse nell’uditorio ed hanno ravvivato la discussione sul romanzo in oggetto.

Il prof. Esposito ha lumeggiato, con parola elegante e suadente, i pregi dell’opera, che – egli ha notato - si presta ad una lettura a più livelli, e si avvale di un indice coerente ed organico ed una bibliografia ragionata.

Inoltre ha evidenziato il volume in oggetto come testo molto articolato e ne ha ripercorso le linee direttrici attraverso un’ampia, lucida ed approfondita disamina.

Infine l’autore, il prof. Porcaro, dopo aver salutato tutti gli intervenuti e ringraziato i due relatori per le acute ed approfondite riflessioni fatte, svolge alcune considerazioni dal punto di vista letterario, ribadendo il concetto di classico ed inserendo il romanzo di Collodi nel contesto storico e culturale del suo tempo. Inoltre ha puntato l’attenzione sul concetto di avventura come educazione, rilevando alcuni aspetti strutturali, lessicali e formali del romanzo.

In chiusura il preside Esposito, dopo aver ribadito l’importanza e la centralità del libro come oggetto culturale ed aver sottolineato il significato di testo «polisemico», ha declamato i versi del componimento pascoliano Il libro, tratto dai Primi poemetti, evidenziando il concetto che il poeta non vede l’uomo, ma lo sente, quindi non si tratta di fermarsi al dato oggettivo, alla presenza fisica, ma all’essenza spirituale dell’uomo, al suo pensiero proteso nell’incessante ricerca.  

Calorosi, prolungati applausi da parte del folto e qualificato pubblico per i relatori e l’autore. Indubbiamente il lavoro del prof. Porcaro appare validissimo e molto proficuo dal punto di vista didattico in virtù della diligenza delle analisi, della dovizia esemplificativa e della perspicuità del linguaggio.

E’ un’opera scritta con metodo, vivacità di dibattito critico, sicuro possesso della materia e della relativa bibliografia, tale da assicurare un assiduo colloquio con la critica più qualificata, come risulta dalle frequenti note e citazioni, che rivelano, peraltro, una rara onestà intellettuale.

Un altro aspetto da rilevare è l’entusiasmo con cui l’autore si è accostato alla materia della sua indagine, in un’adesione non acritica ma frutto di profonda sensibilità culturale. Esso appunto vale a consentirgli l’ampio respiro del disegno e l’individuazione critica delle peculiarità del romanzo.

E’, dunque, questa di Porcaro, un’opera utilissima non solo per gli studenti, ma anche per quanti vogliano accostarsi a quel fenomeno letterario per una maggiore conoscenza. Così come, per l’acume interpretativo, l’acribìa della disamina e il confronto con le posizioni dei più accreditati critici, ne appare proficua la lettura anche per coloro che del fenomeno letterario in questione desiderino una ricostruzione criticamente avveduta e bibliograficamente documentata.

Pregi, questi, che ci inducono ad auspicare che Porcaro prosegua con pari entusiasmo e diligenza la sua fatica di studioso, a vantaggio degli studenti e, in genere, di quanti amano la cultura.

Teresa Esposito

 

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