Marigliano, grandi numeri per il libro 'La coscienza del limite'

Anita Capasso

MARIGLIANO - Grandi numeri e parterre d' eccezione alla presentazione del libro 'La coscienza del limite. Est modus in rebus' , scritto dalla professoressa Lina De Cicco. Professori, alunni, ex alunni, colleghi, associazionismo: c'era tutta la città all'evento, introdotto dalla professoressa Nunzia Sbriglia . Si parla delle origini della scrittrice pomiglianese, oramai naturalizzata Mariglianese. Il leitmotiv è la speranza che si muove attraverso la "Grande Quercia", la nonna dell' autrice che dispensa consigli e che costituisce la guida in un mondo devastato da inquinamento, illegalità e corruzione . Il sindaco Antonio Carpino, fa i plausi all'autrice e apprezzamenti alla gremita platea. "E' una risposta ai tanti che dicono che a Marigliano nel settore culturale non si fa niente" .

 Ad organizzare l' evento è stato il Centro Culturale Quasimodo, un centro costituito da donne e diretto per anni dalla compianta Viola Esposito. Presente anche la dirigente Cinthia Grossi: "La cultura ha raggiunto il suo obiettivo: appassionare i giovani e farli sentire protagonisti. Per il critico letterario Franco Trifuoggi siamo di fronte ad un' opera polifonica. E' stata ancora una volta la cultura a raggiungere il grande obiettivo di riunire tutti. Il libro e' stato dedicato ai nipoti che la De Cicco definisce "Carezze del cielo e a tutti coloro che erediteranno la terra affinché' scoprano la bellezza di ciò che li circonda per contribuire alla fioritura umana e alla ricchezza della vita.

 Carpino dice:" Raramente ho visto un'aula consiliare così gremita e di qualità elevata . Sono lieto che la nostra città possa offrire opportunità di crescita sociale. Il centro Quasimodo è la risposta ai tanti criticoni...ci sono associazioni che danno vita a tante iniziative. Il Centro Quasimodo è un'associazione di donne che vive e fa vivere la città.

 Per la consigliere Antonella Uras: “ Il libro è un' analisi forte della società priva di valori. Si percepisce la familiarità con gli argomenti. Bisogna ritrovare una società semplice per sviluppare l'etica e la morale". Ma dov’è nel testo la coscienza del limite? Emerge dove è presente la grande Quercia...la nonna dell'autrice che le ha fatto capire che la felicità non è boriosa, ma dolce e discreta. Si tratta di un concerto di prosa intrisa di note liriche con riferimenti all' infanzia dell'autrice. Difficilmente classificabile negli schemi oleografici, ha una scrittura trasparente con linguaggio aperto al lessico mediatico. E' la voce dell'Io che invoca il limite e a coltivare le speranze. L'autrice svolge una requisitoria contro i mali del secolo con toni apocalittici condannando un'umanità assettata di potere. Il non senso della corruzione, la degenerazione della politica asservita al clientelismo, la peste dei rifiuti che invade la Campania un tempo Felix.

E' un testo che offre proposte per agire secondo moderazione e misura per stare tutti bene abituando le nuove generazioni al bene e a non piegarsi alle ingiustizie. Bisogna riconoscere il valore dei sogni, ed esaltare una libertà che non sia devastatrice.. L'entusiasmo intellettuale si veste dell' ala fragrante della fantasia e del gioco dove l'autrice ritrova la sua infanzia. Spunta così  il fiore della speranza recuperando l' empatia e la capacità di mettersi nei panni altrui. "Coniugare scienza e umanità sulla strada del progresso": nelle parole di Rossella Elia, ricercatrice in campo oncologico,  eccellenza, ex studentessa  della media Aliperti ed alunna della De Cicco.

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