Il Mappalibro: le lettere di Esther di Cécile Pivot

Anna Filannino

 

Romanzo epistolare moderno, elogio della scrittura e della comunicazione in differita in antitesi alla fugacità dell’atto verbale intriso di riformulazioni, esitazioni, negoziazioni di senso che “sporcano” il testo rendendo difficile comprenderne il senso profondo. L’atto comunicativo verbale si consuma nell’hic et nunc, quello scritto valica i limiti del tempo e dello spazio inserendosi in una realtà sospesa fatta di riflessione ed approfondimento.

La scrittura restituisce dignità alla parte più profonda dell’ego narrante.

Il tempo dell’attesa – tipico degli scambi epistolari – acquisisce un nuovo significato, di ciò è sicura la Pivot quando sceglie di redigere un romanzo epistolare moderno la cui protagonista, Esther, è una libraia di Lille. La donna – consapevole della bellezza della scrittura di corrispondenza che utilizza quotidianamente quale strumento di comunicazione con il suo adorato papà – decide di creare un laboratorio linguistico basato sullo scambio di lettere tra soggetti conosciuti e/ o sconosciuti.

A poco a poco sotto gli occhi attoniti del lettore si dischiude una galleria di personaggi contemporanei portatori di esperienze di vita diverse: Jeanne, un’anziana signora; Juliette et Nicolas, una coppia in crisi a causa della depressione post partum della donna. Jean, uomo cinico e sicuro di sé; Samuel, giovane ragazzo, segnato troppo presto dalle “brutture” della vita, dalla perdita, dal senso di vuoto che attanaglia l’animo impedendo quasi di respirare ma anche dalla voglia di ricominciare e di riconciliarsi con sé stesso e con i propri cari.

Tutti i personaggi, compresa Esther, raccontano la propria esistenza creando un variegato ma meraviglioso mosaico che accoglie tematiche importanti quali la crisi di coppia, la maternità come momento di smarrimento del sé, il dolore per la perdita delle persone amate, l’amore che supera i limite del tempo e dello spazio… ognuno di noi potrà riconoscersi in uno o più dei vari volti tratteggiati sapientemente dalla scrittrice e tentare di rispondere segretamente all’interrogativo che dà avvio al romanzo: “Da cosa ti difendi?”

A voi la risposta… buona lettura!

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