NON DATE ADDOSSO AGLI UTOPISTI

Ercole Capuozzo

La maggior parte di noi sogna un mondo migliore. Un mondo non afflitto dai mali caratterizzanti la nostra epoca, un mondo che ci veda uniti nel realizzare un futuro di progresso (sostenibile) per le nuove generazioni, un mondo in cui sia realizzata l'uguaglianza fra gli uomini, che presuppone anche la "libertà dal bisogno". che, come messo in evidenza da Marx, è la base per la concreta realizzazione di tutti gli altri valori, primo fra tutti la piena libertà.

Quella dell'uomo è, comunque, una libertà relativa, in quanto la libertà assoluta non esiste per gli esseri umani se non nel sogno e nella fantasia. L'uomo, infatti, viene condizionato nella sua crescita e, quindi, nel suo comportamento, sia da fattori interni a sé che esterni, per cui la sua è libertà di scelta. E da ciò, l'assoluto bisogno di formazione in lui, anche e soprattutto, di una elevata capacità critica che è o, meglio, dovrebbe essere alla base di ogni giudizio.

Utopia. Dal greco "ou": non, e "topos": luogo, significa "non luogo", "luogo che non esiste". Tale termine lo si deve a Tommaso Moro (1478-1535) che chiamò "Utopia" l'isola, frutto della sua immaginazione in cui ambientò il suo omonimo romanzo. Essa attraversa un po' tutta la storia e, in particolare, la troviamo ne "La città di Dio" di Sant'Agostino, in "La città del Sole" di Campanella, in "Nuova Atlantide" di Francesco Bacone, nel cosmopolitismo illuministico, nello scientismo positivistico, nella sociologia di Marx, in alcuni filoni della variegata cultura del Novecento.

L'utopia ci può portare alla rassegnazione, alla resa, a perdere il contatto con la realtà. Ma può anche essere fonte di stimoli all'impegno, alla lotta, alla realizzazione di un progetto ritenuto dagli altri assurdo. Degli utopisti una Società non può fare a meno. Essi credono ardentemente in quello che fanno. Niente li ferma. E realizzano, talvolta, quello "ch'era follia sperar". Allora, parodiando la frase di Brecht "Beate quelle Società che non hanno bisogno di eroi", si può dire: Beate quelle Società in cui operano anche degli utopisti Perché è grazie a loro soprattutto, che si potrà un giorno realizzare, al di là delle affermazioni di principio di vari Documenti internazionali, quella felicità alla quale aspirino tutti gli esseri umani.

Non c'era forse dell'utopia negli artefici del nostro Risorgimento? e non ce n'era in Gandhi e in Martin Luther King dei quali si ricorda con commozione, "La marcia del sale" organizzata dal primo, e "Io ho un sogno" del secondo? E i padri fondatori dell'Europa Unita non lo erano quando nel lontano marzo 1957 firmarono il Trattato di Roma, dando avvio concreto al Movimento europeista? Perciò, non consideriamo gli utopisti degli inutili sognatori. E' vero che molti sogni possono incidere negativamente sulla nostra esistenza. Ma è anche vero che, senza di essi, la vita perderebbe molto del suo significato.

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