È DAVVERO TROPPO

Ercole Capuozzo

Negli ultimi tempi, un' immagine mi si presenta spesso alla mente. È quella del "Titanic" che affonda, mentre nel "salone delle feste" della nave, l'orchestrina continua a suonare, indifferente alle grida di paura e di sofferenza che pure dovevano arrivare alle orecchie degli orchestrali.
Ma forse un perché c'è.

Alcuni uomini politici (e con essi tanti altri) in una delle trasmissioni di Bruno vespa "Porta a Porta", dimostrando che il popolo serve solo nel periodo elettorale, hanno parlato del nostro glorioso passato, che ci farebbe essere "superiori agli altri", e hanno avanzato idee stravaganti in tema di giustizia, completamente avulsi dalla realtà, che, di giorno in giorno, diventa più drammatica: giovani che non trovano lavoro anche dopo anni di studio; criminalità sempre più efferata e tracotante; microdelinquenza che si diffonde a macchia d'olio; scuola allo sfascio; scippi e rapine in pieno giorno, senza che nessuno intervenga per paura e per non subire poi vendette da parte dei delinquenti; forze dell'ordine e magistratura ormai sfiduciate; racket e droga imperanti, istituzioni inefficienti… E hanno ripetuto ciò che dicono da anni: "cultura…scuola…legalità…Stato di diritto…democrazia…libertà…tolleranza…", terminando con la solita frase che, ormai, ha perduto il suo effetto: "vedrete, alla fine, questi valori si affermeranno e tutto cambierà".

Così, si continua non solo a fare demagogia, ma a trattarci da stupidi. E' ora, invece, di dire basta. Di far capire il vero concetto di libertà, di diritto di legalità; che vivere in democrazia non significa essere alla mercè di malviventi, subendo dovunque e sempre atti criminosi, che offendono la dignità della persona e che, spesso incidono indelebilmente sulla vita di chi questi atti li subisce. E ciò non con la violenza o l'autoritarismo, ma con la serietà, che deve caratterizzare ogni nostra attività sia come genitori che come cittadini. E delle Istituzioni.

Ragioni per spiegare psicologicamente dei comportamenti delinquenziali ci sono sempre. Ma ora è giunto davvero il momento di finirla. E ciò non significa non aiutare chi ne ha bisogno. Solo che il bisogno dell'uno non deve trasformarsi in danno per l'altro, e non fare a "scaricabarile" tra le varie Istituzioni, le quali debbono operare in sinergia, collaborando insieme, nei limiti delle proprie competenze. A scuola si studia e chi non ha nessuna voglia di farlo, non può impedire, con il suo comportamento balordo, agli insegnanti di far lezione e agli alunni di apprendere; chi, ad ogni livello, ruba deve aver chiaro che non ci sarà nessuno indulto, ma leggi severe e certezze della pena; il rapinatore, nella sua azione criminosa, deve sapere di rischiare anche la vita; il rapinato non può essere assalito dai familiari del rapinatore ucciso, i quali, paradossalmente, reclamano "giustizia"; la polizia non può essere accolta a sassate o a "vasi da fiori" lanciati dalle donne dei camorristi dalle finestre su di essa.
Ciò significa essere antidmocratico?

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