FAMIGLIA: FATTI E NON PAROLE

Ercole Capuozzo

I due bambini si muovono in continuazione. Corrono, litigano, piangono. Toccano ogni cosa. E i genitori lì a star loro dietro. Ad impedire che facciano danni o che si facciano male. La serenità nella casa è scomparsa. E l'ansia fa sì che anche i genitori si guardino in cagnesco.

Li osservo, e sembrano dire "Ma chi me l'ha fatta fare!" E così ti spieghi uno dei maggiori perché di tanti matrimoni falliscono e che le tante parole sulla famiglia sono solo chiacchiere, pura demagogia.

Se si vuole veramente aiutare la formazione della famiglia e il suo mantenimento, di primaria importanza è rendere più sopportabile la convivenza tra i coniugi, in quanto i sacrifici continui, specialmente quando nascono i figli, sono come la goccia d'acqua che a forza di battere sulla pietra la scava.

L'amore, sottoposto a un martellamento continuo di rinunce, in genere deperisce, e ci si separa ritornando allo stato di "single" con problemi ancora più gravi perché colpiscono la coscienza, in quanto ne va di mezzo la sorte dei figli, i quali, già se tutto va bene, con l'aria che tira nel nostro tempo, è complicata e incerta. La nostra società è molto cambiata rispetto al passato e non offre più un rifugio sicuro. Prima, c'era lo spazio anche per i bambini; il cortile, infatti, era lo sfiatatoio della casa, per cui essi potevano farne il luogo dei loro incontri e giocare sicuri.

Nessuno li avrebbe toccati, perché c'erano sentimenti che oggi vanno sempre di più scemando, come la sacralità dell'infanzia, il rispetto per l'altro, la dignità personale e, soprattutto, la vergogna. Oggi il lassismo imperante in ogni campo, indice di cattiva e malintesa democrazia, sì perché la democrazia non significa mancanza di autorità e credere che tutto sia permesso, porta a trascurare ogni valore umano.

Diceva il grande poeta e drammaturgo irlandese Yeats: "Nella vita si nasce varie volte". E' vero. Infatti, ogni frase di crescita e ogni fondamentale avvenimento che ci coinvolge, come affrontare per la prima volta la scuola, il primo lavoro, lo sposarsi, avere un figlio, diventare nonni, ci fa cominciare una nuova vita, anche se incidono sulla nuova situazione le conquiste fatte o non fatte in precedenza. Così, la famiglia che abbiamo formato ci cambia la vita. E non c'è una ricetta pienamente valida per il suo successo. Ma molto importanti, a tal fine, sono l'amore e l'intelligenza, il rispetto reciproco, il non ritenere mai niente per definitivamente acquisito, la disponibilità al compromesso riconoscendo i bisogni dell'altro. E l'aiuto dello Stato.

"Non preghiere, ma opere di bene" recita una vecchia massima. Perciò non parole, ma fatti. E ciò vale soprattutto parlando di aiuti alla famiglia e di incentivi alla sua formazione da parte dei giovani: lavoro sicuro, assegni familiari adeguati, istituzione di asilo-nidi comunali gratuiti, canone di fitto abitazioni accessibile, spazi pubblici per attività sociali a spesa del Comune custoditi e protetti. Ci si rende conto che ciò non è facilmente attuabile. Ma ci si accontenterebbe vedere le Istituzioni operare in tal senso. Quante nuove famiglie si avrebbero e quante di esse non si disgregherebbero!

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