IGNORANZA: QUANTI CULTORI! BUONAFEDE O ALTRO?

Ercole Capuozzo

A parte qualche eccezione, oggi l'ignoranza la fa da padrona dappertutto. Specialmente tra i giovani, che la scuola non forma più. E ciò per tanti motivi e alla faccia delle loro elevate potenzialità intellettive.

Certo, non è entusiasmante leggere che anche i nostri parlamentari ne fanno bella mostra. E la cosa che più colpisce è che nessuno se ne importa. Ma in che cosa consiste l'ignoranza?

In genere, nel non sapere poche o tante cose. Per cui si può parlare di ignoranza relativa o assoluta. Quella relativa è di ogni essere umano e rientra nella norma: non si può, infatti, conoscere tutto. Il tuttologo, in genere, sa un po' di tutto e niente di approfondito, e il suo sapere è talvolta, di una superficialità deprimente.

Egli non può dare niente agli altri verso i quali pensa soltanto a fare bella nostra di sé. Alla fine, però, viene apprezzato "per la vastità delle sue conoscenze" e ciò, specialmente oggi nella nostra società dell'apparenza. Ma la nostra è anche una Società post-industriale che richiede specializzazioni.

Senza un'adeguata preparazione specifica non si ha alcuna possibilità di trovare lavoro. Però ciò non deve far perdere di vista l'importanza di una cultura generale, la cui acquisizione è fondamentale per non rimanere chiusi nel proprio piccolo mondo, completamente estranei alla realtà in cui viviamo, a ciò che ci ha portato ad essere quelli che siamo e a non prevedere quello che probabilmente ci attende nel futuro.

Ma l'ignoranza si connette con molti altri elementi della vita, tra cui: la libertà: l'ignorante è capace di apprezzare nella giusta misura questo valore e non farne a meno in cambio di qualcos'altro? Inoltre, la libertà dell'uomo è la libertà di scelta, il che presuppone il prevedere le conseguenze delle proprie azioni. Può l'ignorante essere completamente libero, scegliendo non in base alla razionalità, ma alle proprie pulsioni?; il Potere: l'ignoranza fa correre il rischio di essere facilmente strumentalizzati; e poi, la Salute…l'Amicizia, l'Amore, la Religione…

L'ignoranza si connette persino con la Morte, la quale, affinché sia il più serena possibile, richiede, fra l'altro, lo "spossamento", cioè l'allontanamento affettivo dalle cose che abbiamo possedutoi nella nostra vita (alcuni psicologi affermano che sono state quelle cose a possedere noi, e non viceversa). E ciò senza dimenticare che l'ignoranza incide molto sulla formazione della nostra identità e autostima.

L'ignoranza, però, può essere anche benefica. Ce lo dicono, tra gli altri, Croce quando sostiene che nella vita, l'ignorante soffre di meno; e Sant' Agostino, quando, nel "De ordine", afferma che Dio si conosce meglio nell'ignoranza". Allora, consoliamoci almeno con questo.

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