LA SAGGEZZA E' ANCORA DEI VECCHI?

Ercole Capuozzo

Su la Repubblica del "29.2.2008", nelle pagine culturali, è stato pubblicato un articolo di Umberto Galimberti dal titolo "Quando essere vecchi significava saggezza".

Come sempre, il prof. Galimberti esprime idee molto interessanti e ci dà parecchi spunti di riflessione: sul tempo ciclico e su quello lineare; sul conoscere platonico come ricordare, che richiama il conoscere di Kant come interpretazione; sull'influenza del clima culturale sulla vecchiaia; sull'accettazione della morte perché insita nella vita; sull'importanza della tecnica, che oggi ci fa vivere più a lungo, ma che rende la vecchiaia molto spesso insopportabile con i suoi continui cambiamenti e novità che i vecchi, in genere, rifiutano.

Per questo, dice Galimberti, la vecchiaia oggi è dura da vivere. E ci viene ricordato come un tempo essa era anche saggezza, mentre oggi non lo è più. Indubbiamente, nel tempo ciclico della Società agricola il vecchio accumulava una serie di conoscenze nel campo lavorativo soprattutto, che poi trasmetteva ai giovani.

Ma ciò è soltanto un aspetto della saggezza, che ingloba, sì, l'esperienza, la sapienza, l'educazione emotiva, la razionalità, ma è qualcosa di più: è equilibrio, riflessione ponderatezza, buonsenso, agire responsabilmente e senza lasciarsi prendere la mano dalle emozioni del momento.

E ciò, in genere, è proprio di chi è avanti negli anni, perché è una delle caratteristiche dell'età non più giovanile.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di Ercole Capuozzo >>




Articoli correlati



Altro da questo autore