Presentato il romanzo “Strisce pedonali” di Agnese Coppola a Piazzolla di Nola

Mauro Romano

Ha moderato l'evento in una postazione “intenzionalmente” improvvisata, Mauro Romano, poeta critico letterario e teatrale nonché collaboratore di vari siti giornalistici, con l'autrice, i consiglieri comunali Maria Esposito e Giancarlo Moccia, entrambi attenti alle problematiche del territorio che amministrano

In un'atmosfera unica avviene la presentazione del libro dal titolo “Strisce pedonali” l’Erudita edizioni; un'opera interessante, da considerarsi un ponte verso il futuro  scritta da Agnese Coppola.  Singolare già da come  si intuisce e da come recita il sottotitolo  “Strisce pedonali tra bollicine e parole”. Agnese Coppola, originaria di Piazzola di Nola, vive a Milano dove svolge la professione di insegnante. La stessa autrice è già nota nell’ambiente letterario per la pubblicazione di alcuni racconti e delle raccolte poetiche “Nella terra di Mezzo” e “Ho sciolto i capelli”.

La sua affermazione conferma “Ponti tra Piazzolla e Milano, tra amicizia e cultura. Scambi e dibattiti tra cultura e scelte, tra voglia di partire e quella di restare a cambiare un territorio che ha grandi risorse umane e geografiche". Si intravede una marcata nostalgia per la propria terra d’origine per quella cultura propria in genere del Sud Italia fatta da senso di aggregazione e amicizie vere sia nell’ambito familiare che sociale. La frazione di Piazzola di Nola  è al centro di quella che si definisce questione delle periferie anche se la crescente urbanizzazione e globalizzazione del territorio sembra modificare tale aspetto; in un  contesto di rivoluzione culturale o meglio delle coscienze, permangono delle problematiche  di ordine logistico/amministrativo oltre che senso di un latente, psicologico isolamento dal centro urbano vero e proprio dove vige una vita più frenetica più fonte di servizi e opportunità.

La presentazione, informale, del libro è avvenuta nel noto locale "Bar Abbate Eventi" in un clima di cordialità e amicizia che ha caratterizzato la serata. Non a caso la sala usata per la presentazione sembra che sia divenuta un  luogo simbolo, forse non l’unico, di una realtà che sta cambiando; luogo di incontri per nuovi scambi sociali e culturali in questa realtà urbana. Niente formalismi; notevole consenso di generale per l’iniziativa; pubblico in piedi senza disagio alcuno come si usa fare in una normale piazza dove ci si incontra e si scambiano, in confidenza, amicizia, opinioni diversificate.

Ha moderato l'evento in una postazione “intenzionalmente” improvvisata, Mauro Romano, poeta critico letterario e teatrale nonché collaboratore di vari siti giornalistici, con l'autrice, i consiglieri comunali  Maria Esposito e Giancarlo Moccia, entrambi attenti alle problematiche del territorio che amministrano e un folto, attivissimo pubblico che non ha mai lesinato scroscianti applausi nelle varie fasi della presentazione. Alcune letture riguardanti il libro sono state a cura  di Aniello Coppola e Angela Rossella Coppola, parenti  dell’autrice che in altra circostanza ringrazia tutti quelli che hanno condiviso il suo sogno. E sottolineato: "Ho un sorriso grande da ieri per questa serata che sarà un ponte verso il futuro non solo per me. I libri sono un ponte verso il futuro; i giovani dovrebbero investire in cultura”. Concetto che forse si intravede in alcuni concetti nei versi del richiamato Erri De Luca: “La terra ha molte spine ma nessun confine. Chiuderla nei recinti dietro i muri è impresa vana, la terra è il vento e non si fa arrestare ha l’anima di polvere ha la tosse di cenere, catarro di vulcani, la terra è oggi  chissà domani”.

Ecco specificato “il domani” che si augura l’autrice che ci tiene a precisare che il suo non è un libro autobiografico anche si rifà, nella prima parte del libro, alla raccolta di sue poesie. La seconda parte del libro, intitolata “Il vuoto del nero” è dedicata ad un parente più prossimo, un cugino che lasciò questo mondo in giovane età. L’autrice ne parla con senso del vuoto, con commozione per esorcizzarne il dolore ma anche per dovere della memoria che vuole dare il giusto omaggio a persone care.

Come ci riferisce Antonio Romano presente all'evento, il titolo “Strisce pedonali” non è casuale;  avverte subito di un contrasto tra due concetti: il bianco e il nero. Una realtà che vivono i protagonisti del libro che vogliono liberarsi, in un certo senso, da negatività.  Il libro in presentazione è stata occasione per l’autrice per esporre alcune considerazioni: il libro è opportunità, a suo dire, per parlare della donna e della sua partecipazione sociale; non ha caso ha posto l’accento in riferimento di un suo progetto culturale dal titolo “Io sono Lilith”, definizione che prende spunto da un personaggio ritenuto un demone femminile. Un progetto  che si propone di mettere in evidenza il lavoro della donne anche in letteratura. Sono sue parole: “Le donne non stanno solo in cucina, non si devono ridurre ad esser solo delle madri; le donne hanno dei sogni e combattono e vanno avanti. Non bisogna riconoscersi in un unico ruolo”.

Lilith per gli antichi ebrei era la moglie di Adamo ancor prima del ruolo di Eva. Un personaggio controverso della mitologia. Rinuncia al paradiso terrestre per rifiutare un regime di sottomissione per divenire il demone femminile associato alla tempesta, un demone notturno. Lilith non è l’unico personaggio illustre citato nel corso della presentazione; un altro è balzato all’attenzione dei presenti è la poetessa cilena Marcela Serrano di cui sono stati letti dei versi dall'autrice protagonista della serata. “Una donna è la storia delle sue azioni, dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite e di entusiasmi, di amori e disamori, una donna è la storia del suo paese, della sua gente ed è la storia delle sue radici della sua origine, di tutte le donne che furono nutrite da altre che le precedettero finché lei potesse nascere. Una donna è la storia del suo sangue ma anche la storia di una coscienza, delle sue lotte interiori. Una donna è la storia di un utopia”. 

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