Marigliano, il Convento e la Chiesa delle Monache

Carlo Borriello

Nel decumano di Via G.Bruno, stretto e umido, sta il Convento delle “monache”, abbandonato dal 1980. Ospitò dall’epoca del vicereame le Carmelitane, le Mantellate, i Gesuiti, le Suore d’Ivrea e la scuola “Verna”, nei cui banchi generazioni di mariglianesi hanno appreso i primi rudimenti del sapere.

L’edificio nel corso degli anni è stato sottoposto a interventi di ampliamento e di trasformazione che ne hanno alterato gli elementi architettonici originari. Il chiostro conserva le volte a crociera e un grande affresco dell’«Immacolata Concezione».

Il Verna da Via Giordano Bruno

 

Tra le austere mura del convento fece il noviziato suor Maria Celeste Crostarosa, carmelitana. Compose opere di edificazione religiosa e “diede segni di santità in vita e in morte”. Dopo cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta a Foggia, il corpo fu trovato incorrotto e bagnato in piu parti di sangue.

 

 

Annessa al convento, anch’essa abbandonata, è la Chiesa dei Morti o dell’Addolorata (la grande tela dell’«Addolorata», dono, pare, di Ferdinando II di Borbone, salvatasi dai trafugamenti post terremoto, trovasi nell’Annunziata).

 

 

Il Verna da via Garibaldi 

 

 

Poco distante è situato il secentesco Palazzo D’Alessandro la cui porta carraia che si apre su Via Porta S. Pietro conserva gli elementi originali dell’architettura barocca.


 

Ha una sola navata con gli altari laterali spogliati delle tele e dei simulacri dei Santi. I ladri hanno lasciato solo la lastra tombale del piccolo Marzio Mastrilli.
Il complesso va recuperato alla città.

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