RESISTENZA: LO SBARCO A SALERNO RACCONTATO DA A. CARUCCI, TESTIMONE DEGLI AVVENIMENTI

Antonio Cassese

"Verso le 21 una grande detonazione getta la città in un cupo terrore: sulle banchine del porto saltano in aria i depositi di munizioni e i Magazzini Generali. Un'alta colonna di fuoco e di fumo sale verso il cielo stellato. Alcuni civili, che sono presso la zona portuale, sono travolti ed uccisi dall'esplosione. Nel cielo per lunghe ore si ode il rombo dei motori di invisibili aerei. Dai monti sorge intanto la luna.

E' come un segnale: le batterie costiere sparano con assordante fragore. Sentiamo che si risponde. E' lo sbarco. Il mare, tra Salerno e la punta Licosa, appare, come per incanto, popolato da innumerevoli navi. Le acque, increspate da una tenue brezza notturna, scintillano al pallido chiarore lunare, stagliando le sagome delle navi in un panorama superbo.

La lotta, fra le forze navali e le postazioni tedesche sulle colline e nella vasta pianura del Sele, dura tutta la notte, travolgendo case alla periferia della città, e nei piccoli centri della piana, causando la tragica morte di numerosi civili, che non hanno fatto in tempo a ritornare ai rifugi, lasciati qualche ora prima, nella vana speranza che, con l'armistizio, fosse anche giunta la pace. [...]

Carri armati tedeschi attaccano i reparti sbarcati, ma sono costretti a ritirarsi sotto l'intenso fuoco di cannoni anticarro, in dotazione delle truppe inglesi, che subito si organizzano,e, mentre la LVI divisione avanza su Battipaglia e sull'aereoporto di Bellizzi, presso Montecorvino, la XLVI divisione procede lungo il corso del Picentino e reparti corazzati avanzano su Salerno. [...]

Con altoparlanti s'intima la resa alle unità tedesche. Le truppe americane avanzano cautamente: il terreno è minato. Sotto i ripetuti colpi delle artiglierie germaniche le mine brillano, dilaniando i corpi dei soldati alleati e squassando i carri. Scoppiano i depositi di munizioni sbarcati sulla spiaggia …… Reparti inglesi giungono a Salerno, al comando di un giovine maggiore…. L'incontro dei civili con queste truppe è pieno di diffidenza: qualche volta i soldati spianano il fucile e gli ufficiali impugnano la pistola contro i cittadini che si avvicinano. Magari dopo offrono delle sigarette, ma quel primo gesto non è adatto a stabilire un'atmosfera di confidenza.

Qualche ufficiale superiore rifiuta di stringere la mano che qualche civile gli tende. Gli americani invece sono cordiali, spesso addirittura espansivi. Gli uni e gli altri lasciano liberi i militari italiani sbandati, ma se li trovano armati, spezzano i fucili sul selciato. ….. Sgombrata dai tedeschi, Salerno, quasi deserta, è ufficialmente occupata dagli alleati nella mattinata dell'11 settembre".
[A. Carucci, "Lo sbarco anglo-americano a Salerno (settembre 1943)", Salerno, Tipografia Jannone.

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