Marigliano, guida galattica per mariglianesi

Ettore Vivo

Marigliano è un comune italiano di 29.966 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Marigliano si trova nella pianura a nord del Vesuvio, in prossimità dell'Area Nolana e forma un unico agglomerato urbano con i comuni limitrofi. Il comune si è sviluppato lungo la Strada statale 7 bis di Terra di Lavoro nel tratto che collega Pomigliano d'Arco a Nola. Dista 27 km da Napoli.

Questo scrive Wikipedia del nostro paese, ma in queste pagine non vogliamo i freddi numeri. Non ci interessa la storia e i personaggi celebri nati e cresciuti in queste strade. Per quello ci sono altri siti e libri interessanti.

Marigliano per i molti stranieri di paesini di confine si riassume in corso Umberto I, una striscia diritta che, senza soluzione di continuità, unisce San Vitaliano con Mariglianella. Il mariglianese tipico di solito glielo lascia credere, non senza un pizzico di presunzione e presupponenza, conscio che la sua città è molto di più. Tuttavia Corso Umberto I è il corso principale, e nonostante ciò è ricco di insidie, che affrontare senza la giusta preparazione,  può rivelarsi ben più di una seccatura. Lo scopo di questa guida è offrire a tutti i mariglianesi gli strumenti idonei a superare le avversità di questo microcosmo. Quindi prima regola: niente panico!

Se si è alla guida di un veicolo attenzione alle auto che si immettono in strada da posizione di parcheggio : una statistica recente ha messo in evidenza che il 73% di chi ha l'auto parcheggiata fuori il Banco di Napoli di Marigliano tende a sentirsi solo al mondo, col risultato di gettarsi in strada senza considerare gli altri veicoli in transito. Il restante 27% è così contento di aver trovato parcheggio che decide di lasciare l'auto li, ad imperituro ricordo. Se cercate parcheggio nei pressi del Banco Di Napoli, vi segnaliamo inoltre, la presenza di orde di vigili urbani inferociti, che sembrerebbero essere stanziali nell'area resa il loro habitat perfetto dalla naturale presenza di prede fresche ogni giorno. Questi vigili hanno un metodo di caccia diverso dagli altri e inusitatamente spietato: invisibili allo sguardo dei parcheggiatori illegali, passi felpati ed un’ insolita velocità nel compilare verbali, depositarli sotto il tergicristallo, per poi svanire nel nulla. Se dovete usare uno degli sportelli bancomat del Banco di Napoli, e magari fare un rapido prelievo, non sottovalutate quindi la loro velocità e spietatezza, rischiate grosso, ed il "prelievo" molto probabilmente lo faranno loro.

Il santo a cui invocarsi per trovare un posto regolare al riparo dalla rapida penna dei vigili pare essere San Michele Arcangelo, io non lo scomoderei, ma se siete in difficoltà pensate a lui e alla sua spada.

Inoltre gli sportelli bancomat del Banco di Napoli, com'è ormai noto, sono vittima di una maledizione ancestrale: si dice che siano stati istallati su un antico cimitero contadino di cui si erano perse le tracce. La presenza del "monaciello" all'interno degli apparecchi rende gli sportelli fuori servizio quasi sempre, e sempre quando andate di fretta o avete miracolosamente trovato parcheggio.

Il problema del parcheggio continua lungo tutto il corso Umberto I, mutevole nella forma, cangiante nell'aspetto. La  causa principale di questa piccola piaga, sembrerebbe dovuta ad una mutazione genetica degli automobilisti campani, che li porta a economizzare moltissimo le energie biologiche e a camminare il meno possibile: parcheggiano quindi dove gli capita purché il posto sia a meno di 3,7 metri dall'attività commerciale di cui devono servirsi. L'ampio parcheggio ricavato nello spiazzo dell'ex FS, infatti, è quasi sempre deserto se pur gratuito e a soli 150 metri dal corso principale. Particolare attenzione meritano le aree nei pressi della posta centrale e tutto il perimetro della Villa comunale. Questa zona è scenario quotidiano di episodi di guerriglia nonché  teatro di una delle più antiche faide della storia mariglianese: quella tra i "pensionati utenti della posta" e i "pensionati membri del circolo dell'Unione". Attualmente l'ago della bilancia pende a favore dei primi, ma non escludiamo capovolgimenti nell'attuali posizioni. Non è raro trovare auto parcheggiate in tripla fila, e capannelli di persone in attesa del loro turno del tutto insensibili alla presenza di auto in circolo, sordi al suono assordante dei clacson.

Proseguendo sul Corso Umberto esattamente lasciandoci sulla destra le mitologiche "pipparelle", l'automobilista mariglianese deve fare i conti con la "Rotonda diabolica", l'unica rotonda della storia delle rotonde,  che anziché snellire il traffico lo aumenta in maniera esponenziale. Non bastano trattati matematici e teoremi geometrici complessi, per spiegare questo strano fenomeno. Basti pensare che ormai questo tratto di strada in cui il Corso Umberto I si interseca con via Isonzo (antico letto dei regi lagni mariglianesi) resta costantemente presidiato da giovani distributori di volantini, a testimonianza dell'evidente rallentamento veicolare a cui è sottoposta l'area. Attenzione, la rotonda diabolica è costantemente percorsa da automobilisti che hanno poco chiaro il concetto di "rondò" e che spesso interpretano a piacimento il codice della strada, come se questo fosse un trattato scritto in aramaico antico. Concetti base come "precedenza" e ” distanza di sicurezza" acquisiscono significati non univoci e non oggettivi. Calma e sangue freddo.

Pochi metri più avanti, proseguendo sempre direzione Mariglianella, assistiamo ad un altro fenomeno interessante: la fine del "basolato" e l'inizio del tratto asfaltato di Corso Umberto I. Gli automobilisti che provengono dal centro di Marigliano, infatti, sottoposti a oltre 650 metri di shakeraggio da basoli (affettuosamente chiamati vasoli, forse perché rendendo il fondo stradale estremamente sconnesso queste pietre di selce sembrano voler quasi "baciare" i telai delle autovetture ) arrivano sul tratto asfaltato con lo stato d'animo di una fettina di lime in un cristal di mojto; un insolita smorfia sul viso segna il loro sguardo.

Da qui la loro reazione può prendere due pieghe diametralmente opposte:

1. L'automobilista viene preso da una malsana voglia di accelerare sul liscio asfalto che gli si para davanti
2. Il guidatore entra in uno stadio zen indotto dall'improvvisa cessazione delle vibrazioni e nel raggiungere il nirvana, rallenta fino alla velocità di crociera di un pedone con evidenti problemi di deambulazione.

I rischi in questo scenario è quello di trovarsi in una situazione simile alla partenza di una gara di formula uno in cui il detentore della pole position inchioda davanti a tutti scatenando la bagarre alle sue spalle.

Dei "Vasoli" mariglianesi parleremo diffusamente in altri capitoli di questa guida.

 

 

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