I segnali dal Napoli: l'osservazione di Iannanto

Antonio Iannucci

15 minuti senza luce hanno riacceso le speranze di un crollo in tutta Italia. A leggere i titoli sembra quasi che la classifica parta dalla seconda in poi. Ci si riempie la bocca per una vittoria casalinga arrivata in pieno recupero su autogol unita ad un’uscita sciagurata del portiere, oppure di un 3-0 arrivato contro un avversario ridotto ai minimi termine dagli infortuni e senza terminali offensivi e ancora per una vittoria esterna più che sudata per 3-2.

A dirla tutta fanno bene a riconoscere che la corsa è giusto farla sul secondo posto in quanto, al momento, gli 8 punti di vantaggio della prima, sembrano essere solo il minimo compenso di quanto palesato fino ad ora.

Se si pensa inoltre che le ultime gara sono state disputate senza quello che è stato giudicato il miglior acquisto del calcio mercato, il georgiano Kvaratskheila, si può dire che il Napoli ha ancora tanto margine su cui lavorare.

Detto questo ora si va in contro alla lunga sosta per il mondiale. Quasi due mesi di stop per il campionato.

Proprio questi due mesi potrebbero essere la causa del blackout che ha colpito gli azzurri nell’ultimo quarto d’ora della sfida all’Udinese. Chi con le valige per il Qatar, chi con le valige per le vacanze, sul 3-0 qualcosa, negli ultimi minuti, inconsciamente ha fatto scendere il grado di concertazione.

Ebbene, anche quello può essere un bene. Lo spegnimento della luce che può aver fatto tornare tutti sulla terra nel caso in cui non lo fossero già.

Il messaggio è chiaro: non è permesso mollare niente in quanto, se si concede un solo centimetro, un solo minuto, gli avversari sul campo e sugli altri campi sono pronti a prenderseli con gli interessi.

Due settimane di stop, poi raduno a Castelvolturno per poi volare in Turchia dove il clima dovrebbe essere l’ideale per un nuovo mini ritiro e prepararsi per un tour de force della durata di 5 mesi. 5 mesi in cui si avrà il verdetto sia in campionato che in Europa e  nella coppa nazionale.

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