Nola, all' Istituto Giordano Bruno la camorra si combatte con l’arte

Nicola Riccio

NOLA – “ Per aiutare i ragazzi a capire ed a riflettere, ho cercato di utilizzare tutte le varie forme di espressione come la musica, il canto, il racconto, la poesia, la grafica ed il disegno. Di sicuro li abbiamo aiutati a non dimenticare, perché ricordare è già l'inizio di una vittoria, quella che sconfigge  il silenzio e porta verso il coraggio e l 'impegno per la verità e la speranza di libertà”. Queste le parole del Dirigente Scolastico dell’ I.C.Bruno -Fiore di Nola Prof. Maria Iervolino che,  insieme alla referente del progetto Prof.ssa Carpino, hanno promosso un evento che ha visto la partecipazione dei figli di Silvia Ruotolo e di Salvatore Buglione, vittime innocenti di camorra e criminalità . Alla manifestazione, concepita nel mese della legalità targata “ Libera. Associazioni , nomi e numeri contro le mafie”, ha partecipato anche l’Avv. Olga Izzo del Foro di Nola in rappresentanza delle associazioni “Giovani Giuristi Vesuviani”  e “ Non sei  sola – Presidio di Nola ”

“L'incontro di questa mattina con Anna Buglione e Francesco Clemente è stato meraviglioso. – racconta la piccola Lucrezia , 12 anni, che insieme ai 120 alunni delle terze medie del suo istituto, ha partecipato alla manifestazione  - I due ci hanno trasmesso tutti i sentimenti che loro provano fin da quando erano piccoli,  iniziando dal forte dolore per la perdita della loro madre o del loro parte a causa della Camorra. Devo dire che sono stati gentilissimi e molto aperti a parlare del loro animo interiore, cosa molto difficile in certi momenti. Questa è stata di certo un'esperienza fantastica e molto istruttiva e assolutamente da rifare”.  

Occhi gonfi di lacrime per la testimonianza di Francesco Clemente e Anna Buglione che hanno ricordato la vita , gli ultimi istanti dei loro familiari e la molla che è scattata in loro successivamente. Obiettivo: arricchire le nuove generazioni attraverso la memoria perché la scomparsa dei loro cari non sia stata vana.  “ La giornata del 15 marzo dedicata alle vittime innocenti della camorra è stato un momento molto coinvolgente per tutta la comunità scolastica. – continua il Dirigente Scolastico Iervolino - L'approccio alla lotta alla criminalità attraverso le testimonianze dirette di persone coinvolte è un veicolo comunicativo di grande impatto emotivo, soprattutto per i ragazzi; il messaggio educativo è arrivato attraverso il racconto della sofferenza e del dolore,  che diventano punto si forza e coraggio  per combattere l 'illegalità”

I ragazzi della Giordano Bruno , così, hanno conosciuto Silvia Ruotolo, freddata l’11 giugno 1997 da diversi colpi sparati all’impazzata e Salvatore Buglione , ucciso a 51 anni il  4 settembre 2006 nella sua edicola a Napoli per difendere l’incasso della giornata.

 “Sicuramente è stata un'esperienza adatta alla nostra formazione, - chiude Fabio , compagno di Istituto di Lucrezia - spiegandoci cosa fare, cosa evitare e soprattutto come aiutare chi magari sta entrando in questa situazione. Ci hanno fatto capire che nonostante la Mafia sia un'organizzazione molto forte, noi possiamo distruggerla, anche il minimo gesto, può aiutare tutti a costruire un futuro migliore”





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