Brusciano in marcia contro la camorra: qui la montagna di merda non passa.

Anita Capasso

La legalità fa centro . Nelle strade della faida la gente marcia per riappropriarsi dei propri spazi. "Basta con le stese". Gli alunni, volto dell'innocenza , chiedono scusa all'anziano, ferito dai proiettili vaganti. mentre era in corso la guerra per la supremazia degli affari illeciti tra i due clan, che da mesi si stanno fronteggiando a colpi di pistola. +++ FOTO +++

BRUSCIANO - Studenti in marcia contro la camorra: qui la montagna di merda non passa. Il progetto di legalità, ideato e curato,  nella scuola media “ Eduardo De Filippo” dalla giornalista Monica Cito fa centro.  In centinaia marciano per le strade, teatro della guerra di camorra per il controllo degli affari illeciti del territorio. Balzano agli occhi  i bavagli indossati da alcuni alunni e  dalle giornalista Cito e  Marianna Giannino che per tre mesi hanno seguito le scolaresche nei laboratori di legalità.  Spiegano che "hanno avuto una marea di difficoltà".

 

“Doveva essere una fiaccolata e all’ultimo momento il canovaccio è stato stravolto. I manifesti per pubblicizzare l’iniziativa erano stati offerti gratis, ma poi sono stati spesi soldi perché quelli curati da noi non piacevano –spiega Monica Cito- la legalità non può essere censurata, non possiamo farci imbavagliare”.

Gli alunni sfilano con striscioni e slogan anticamorra: “Il silenzio non ripaga”. Il messaggio viene lanciato percorrendo quelle stesse strade che in questi mesi sono state teatro della guerra tra i due clan contrapposti.  Presenti i professori, esponenti della società civile, istituzioni e le forze dell’ordine. 

Intervengono  il sostituto procuratore del tribunale di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, il comandante della compagnia dei carabinieri di Castello di Cisterna, Tommaso Angelone, il coordinatore provinciale di Libera contro le Mafie, Antonio D’Amore e il rapper Mimmo Taki. “Il silenzio rafforza la camorra perché tutti si girano dall’altra parte –spiega il procuratore D’Onofrio – impariamo a farci i fatti degli altri”.

Antonio D’Amore di Libera denuncia:”Noi dobbiamo difendere questa città assumendoci le responsabilità. La camorra ha fatto arrivare i rifiuti tossici accorciando la nostra vita di 7 anni. La mafia toglie lavoro e uccide vendendo droga e armi”. 

 Significativo anche l'intervento del rapper MImmo Taki: "Accendete le luci, fate brillare il sole  nel buio. Date spazio alla vostra creatività: la camorra non è libertà". Si dà la parola al sindaco Giosy Romano: “Le mani nude se si congiungono rompono i muri di omertà.

Chiede la collaborazione il comandante, Tommaso Angelone, che sottolinea le complessità sul fronte criminalità  dell’area mariglianese bruscianese: ”Parlate, qui troverete chi vi ascolta e garantisce. Brusciano è la vostra terra. La camorra si foraggia del silenzio, ma la cultura non può tacere".  Tra la gente c'è anche il comandate della locale caserma. Marco Di Palo. e altri militari.

 Gli studenti denunciano  con un documentario lo stato di abbandono in cui versano gli spazi pubblici. Si va dalla pista ciclabile allagata, al parcheggio sotterraneo e ai giardinetti invasi dalla sporcizia. I ragazzi hanno aperto gli occhi e hanno incominciato a farsi i fatti della loro città.  ”Il degrado rende le piazze vuote lasciando campo libero alla camorra”, denunciano.

La preside, Fortuna Parma, non riesce a contenere i tempi. In piazza XI Settembre ci sono i ragazzi delle altre scuole che attendono il raduno antimafia. Gli studenti chiedono scusa a Raffaele D’Amore, l’anziano ferito a dicembre dai proiettili vaganti mentre era in una tabaccheria nel cuore della faida: via Semmola, strada principale dove si sparava. L’obiettivo era un affiliato di camorra, ma nonno Raffale, come lo chiamano affettuosamente, rischiò di essere freddato. Fuori imperversava la faida criminale tra i due clan contrapposti che gestiscono le piazze dello spaccio e il racket delle estorsioni.

Sono state decine le stese che si sono consumate sul territorio: alcune non sono state neanche denunciate alle forze dell’ordine. Il far west era aperto ad ogni ora del giorno e la società civile? Silente.  Leggono una lettera a suo figlio Thomas D’Amore, intervenuto alla manifestazione: “Scusaci, è come se avessimo premuto anche noi il grilletto con il silenzio”.

Due studenti si aggiudicano il premio per la pubblicazione dei loro articoli oltre ai buoni libri offerti dalla locale casa editrice Mondatori: si tratta di Michele Guarino e Mariagrazia Ruggiero. “Inizialmente avevamo detto alle giornaliste che non eravamo interessati a questa iniziativa, ma poi ci siamo guardati intorno –commentano i vincitori- siamo stanchi di vivere in paese dove ci hanno tolto anche la libertà di camminare per le strade.

Brusciano ha bisogno di una gioventù attiva”. I giovani ci sono e con loro marciano anche i rappresentanti politici che devono farsi garanti della sicurezza e della legalità. La preside Parma chiede di accorciare gli interventi. La gente protesta. “E’ colpa vostra se non avete calcolato bene i tempi. Fate parlare”.

 

L’auditorium è un fiume in piena. C'è anche il neo assessore Felice De Cicco che annuncia alla stampa che il suo obiettivo è di attivare un presidio distaccato dei vigili urbani nel quartiere oltre che promuovere un progetto per l'adozione degli spazi pubblici.

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