Marigliano. Ho sognato dall'alba al tramonto

Redazione

Mostra fotografica di Maurizio Sena. Complesso Maria Antonia Verna di via Giordano Bruno - Marigliano. --- FOTO --- 4 Gennaio 2019

MARIGLIANO - Conosco Maurizio Sena da diversi anni ed ho sempre pensato che fosse un artista speciale, un uomo di una non comune intelligenza che mette nel suo mestiere di fotografo una passione straordinaria, rendendo ogni sua foto un'opera dai molteplici significati mai banali.

Con lui ho scoperto che alcuni fotografi  non vanno solo visti nelle loro opere, ma vanno anche "ascoltati".

Una foto è già speciale di suo perché consegna ai secoli e alle generazioni future istanti di vita, gesti, forme, colori, paesaggi e uomini che sono in costante evoluzione con trasformazioni talvolta impercettibili nel presente.

Se poi ascolti, attraverso l'occhio e le parole dell'autore, cosa rappresenta una foto allora riesci a capirne veramente fino in fondo la sua magia.

Guardando le foto quindi mi sono messo in ascolto dell'autore tracciando una traettoria del suo percorso fotografico costituito da 5 blocchi da 13 foto ciascuno tutti legati da un sottile fil Rouge alla canzone "I treni a vapore" di Ivano Fossati.

Il primo e il secondo blocco di foto sono legati alla prima parte della canzone e raccontano un sentimento di sofferenza in una visione inizialmente negativa del mondo che deriva da una delusione probabilmente amorosa (ma non ha importanza il tipo di delusione, importanti sono le visioni che ne scaturiscono) che l'autore Ivano Fossati descrive ricordando un passato recentemente vissuto, fatto di viaggi e sensazioni ad essi legate rivisti con dolore e sofferenza.

Significativi in questo senso, nel percorso fotografico, il Pulcinella di Lello Esposito ai decumani, metafora della maschera-sonno che introduce al vicolo-sogno che si perde a vista d'occhio, la macchina di Giancarlo Siani esposta al Pan, Città della Scienza distrutta dopo l'incendio. Poi le "livide città" deformate e snaturate da una violenta urbanizzazione.

Dal terzo blocco in poi le foto riprendono il filo della seconda parte della canzone in cui si lasciano indietro i sentimenti più scuri e negativi della sofferenza per far spazio ad una ritrovata fiducia nell'uomo, in se stessi, e di una voglia di sognare e riappropriarsi, anche attraverso i ricordi dell'età più bella, della speranza di vedere e vivere in prima persona un presente ed un futuro migliori.

Colpiscono nei primi due gruppi di foto quelle al museo dell'immigrazione di Ellis Island (New York) in cui sono raffigurati i volti di tanti migranti arrivati negli Stati Uniti tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo in cerca di fortuna e messi in quarantena, come anche le valigie di cartone piene di speranze.

Impressionante poi anche la foto con le pale eoliche dell'Appennino appulo-campano che sovrastano le distese verdi con alcune case rurali, segnale tetro e incombente di un progresso tecnologico (forse inevitabile?) opprimente che distrugge realtà secolari.

La via che propone Maurizio è quella di ritrovare la strada della felicità attraverso la riscoperta, nella semplicità, di momenti di serena, tiepida e consolante convivialità ritrovando la bellezza della natura, della compagnia, del contatto umano, come invita a fare il testo della seconda parte della canzone, in cui l'autore si riappropria del presente, supera la delusione attraverso i ricordi di un lontano passato.

Mi hanno molto colpito infine due foto:

La prima è la scritta fotografata a Polignano a Mare che recita testualmente:" Qui il mio gemello mare ha ingigantito la mia libertà". La seconda è la foto di un bambino che trotterella davanti alle imponenti mura di Otranto, città che fu teatro di un tremendo eccidio.

Fa da copertina alla esposizione un fotomontaggio in cui si rispecchia un desiderio, un sogno: un tram che percorre il corso della nostra Marigliano in un immaginario collegamento che da Nola arriva a Pomigliano D'Arco;  simbolo questo di una forma di trasporto a misura d'uomo, elegante e perfettamente ecosostenibile.

Invito tutti quelli che sono interessati a prenotare con l'autore una visita guidata in questo bellissimo viaggio fotografico, ne vale davvero la pena.

Sará come fare un viaggio immaginario su quel tram (che in un famoso film era chiamato "desiderio") verso un mondo migliore.  Complimenti Maurizio Sena, ci hai fatto sognare per qualche ora un mondo migliore. Ad maiora

 Paolo Leonessa

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