Sirico ricorda l'abate Don Loreto Federico nel trigesimo della sua scomparsa.

Redazione

 SAVIANO -  Lunedì 10 dicembre, la Comunità di Sirico di Saviano ha voluto ricordare nel giorno del suo onomastico la figura dell'abate Don Loreto Federico con una celebrazione religiosa cui hanno partecipato Mons. Don Prezioso De Giulio, Don Salvatore De Simone, Don Paolino Franzese, Don Peppino D'Oria e Padre Gabriele Meccariello.

Una cerimonia organizzata per un sacerdote che nel corso di oltre tre lustri svolse il suo ministero nella Chiesa dedicata a San Giovanni Battista, dopo aver ricoperto per circa un ventennio il suo primo incarico pastorale in quella dell'Immacolata, rione Croce, quando agli inizi degli anni '40 era partito dalla natia Boscoreale per raggiungere Savia no, sua prima destinazione parrocchiale.

I familiari hanno accolto con entusiasmo questa lodevole iniziativa che ha riproposto all'attenzione di tutti un pastore di anime che lasciò un segno indelebile nella mente e nel cuore di quanti ebbero la fortuna di conoscerlo e di frequentarlo.

Nel corso della funzione eucaristica Don Prezioso De Giulio, il Sindaco di Saviano, dott. Carmine Sommese, Don Salvatore De Simone, rettore dell'Abbazia, il prof. Francesco Franzese, Presidente della Congrega, l'ins. Olimpia Di Nardo, ex Presidente dell'A.C. e, per ultimo, il sottoscritto in rappresentanza dei familiari del festeggiato, hanno, ognuno a diverso titolo, pronunziato brevi discorsi commemorativi con l'intento di illustrare ai presenti, convenuti in gran numero, il carattere, la personalità, i sentimenti di un uomo che intese la sua vita come una missione da compiere stando al fianco dei più deboli,degli emarginati,degli indifesi, dei sofferenti.

Non a caso Egli durante il suo sacerdozio era solito raggiungere le periferie più lontane, percorrendo in bicicletta strade dissestate, polverose, in condizioni difficili, pur di far sentire la sua parola di conforto a quanti si trovavano in uno stato di disagio, procurando spesso ai più indigenti perfino i beni di prima necessità, indispensabili al loro sostentamento.

Il suo donarsi agli altri non di rado lo esponeva anche al rischio della propria incolumità. E' stato riferito che Don Loreto nel corso degli eventi bellici, preoccupato che le truppe tedesche in ritirata dai nostri territori potessero effettuare rappresaglie verso la popolazione, non esitasse ad affrontare in prima persona i militari per dissuaderli dal compiere violente azioni ritorsive.

Un prete coraggioso, quindi,che si impegnò anche nel sociale, promuovendo molteplici attività ricreative, culturali e formative per aiutare i giovani in genere e le donne in particolare nei rispettivi percorsi di crescita umana e cristiana.

Si avvalse per questa sua opera meritoria anche del contributo amorevole ed appassionato dell'amico e benefattore Padre Arturo D'Onofrio che incontrava ogni qualvolta questi da Visciano si recava a Sirico per far visita al Convento dei suoi confrateili, Missionari deila  Divina Redenzione.

Fu artefice, inoltre, di iniziative di grande utilità pratica grazie alle quali fece sorgere luoghi di culto lontani dal centro abitato, per facilitare a tutti la professione del proprio Credo.

 Un Cristianesimo il suo, non fatto di mere parole senza senso, di espressioni scontate ma concretamente vivo nelle coscienze e nei comportamenti della sua gente. Un prete che assolse anche incarichi di un certo spessore.

Fu, infatti, il responsabile dell'Ufficio delle pratiche matrimoniali nella Curia Vescovile di Nola, servo fedele e rispettoso dei suoi superiori che ne apprezzavano le qualità umane e professionali,frutto di una solida base culturale, acquisita negli anni giovanili per via degli studi effettuati presso la Pontificia Facoltà Teologica di Posillipo e all'educazione cristianamente sobria ricevuta in famiglia fin dalla più tenera età.

Per i suoi tanti meriti fu insignito del titolo di Cappellano Straordinario da Sua Santità Papa Giovanni Paolo. Ma di Don Loreto è stata soprattutto rimarcata la bontà d'animo e la delicatezza dei suoi tratti esteriori,il suo costante impegno civile, segno della fedeltà incondizionata al messaggio evangelico che fu il tratto distintivo della sua esistenza.

Una figura d'altri tempi che per la sua viva attualità si potrebbe additare come luminoso esempio alle nuove generazioni.

Una mostra fotografica, allestita nella sacrestia, rappresentativa della intensa vita parrocchiale e familiare di Don Loreto e un lauto buffet, sapientemente preparato nei locali della Canonica, hanno concluso la suggestiva manifestazione, il cui ricordo rimarrà vivo ed indelebile nella mente di tutti noi.

Salvatore Fescina

 

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