Pace sul Miletto Edizione 2021.

Anita Capasso

I continui raid non fermano i sognatori. Anche quest'anno nel giorno della festa patronale di San Sisto è avvenuta presso l'antica cappellina di S. Sisto fuori le mura( Via S. Sisto) e a seguire davanti all'Albero della Pace, la consegna della "Bandiera della Pace" al  portabandiera atleta e bijer Antonio Alfano, il quale la portaerà su Monte Miletto, la cima più alta dei Monti del Matese(2050 mt), alla vigilia di Ferragosto e Solennità dell'Assunta in cielo, in segno di affidamento. Sulla Bandiera sono state riportate  le intenzioni annuali, dalle locali in riferimenti agli ultimi fatti accaduti, a quelle globali. A San Sisto e alla Madonna Assunta in cielo, si affideranno  infine tutti gli "Operatori di Pace che si prendono cura della nostra terra" e tutti "i nostri Alberi della Pace", piantumati lungo le tappe della Fiaccola della Pace avvenute tra gli anni 2014-2020, e riportate sul "Segnavia della FIaccola della Pace" sito accanto all'Albero della Pace di Alife.  Alla consegna della Bandiera presso l'Albero della Pace è stato presente anche il prof. Carlo Pastore.

Compare anche la porta d'ingresso  dell'antica cappella di San Sisto fuori le mura, luogo in cui sostarono le reliquie di San Sisto I, portate da Roma dal Conte Rainulfo. Sulla porta bronzea si possono osservare 8 pannelli raffiguranti la storia di San Sisto e del suo legame con Alife a partire dall’epidemia di peste che colpì la città costringendo il conte Rainulfo Drengot a chiedere il corpo di un “gran santo” al papa Anacleto, direttamente a Roma. I pannelli sono stati realizzati dall’artista alifano Giancarlo Offreda, autore del bellissimo dipinto realizzato in onore del Magistrato Paolo Borsellino inaugurato il 19 Luglio durante la serata svolta davanti all'Albero di magnolia dedicato ai magistrati antimafia Falcone, Borsellino, Morvillo e alle vittime delle due scorte, per commemorare il 29° anniversario della Strage di Via D'Amelio.
Storia della porta (tratto da Clarus)
Il progetto degli 8 pannelli risale al 1990 quando l’allora parroco don Pasquale Bisceglia e il sacerdote don Enrico Piccioni ne discussero  con l’artista alifano Giancarlo Offreda, allievo del noto Augusto Perez all’Accademia delle Belle Arti a Napoli. Solo nel 1992 il compimento definitivo dell’opera costato 6 mesi di lavoro ininterrotti per Offreda: dalle bozze, alle sculture in creta, per poi passare a seguire  il lavoro presso la nota fonderia Marinelli di Agnone, e la progettazione del telaio in acciaio e ottone affidata alla bottega del fabbro locale Lucio Rapa. 8 pannelli raffiguranti la storia di San Sisto e del suo legame con Alife a partire dall’epidemia di peste che colpì la città costringendo il conte Rainulfo Drengot a chiedere il corpo di una “gran santo” al papa Anacleto, direttamente a Roma.
Un tratto umile, pacato, “facile da leggere”, spiega l’artista Offreda, il quale scostandosi momentaneamente dal suo tratto artistico essenziale e veloce, fatto di segni poco dettagliati, sceglie di raccontare una storia di fede e di devozione “per permettere agli alifani di ritrovarsi, senza difficoltà di interpretazioni, nelle scene narrate”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di Anita Capasso >>




Articoli correlati



Altro da questo autore



ASM G. Menichini
test 300x250
In Evidenza
test 300x250