Brusciano, marcia contro il femminicidio. Un melograno per Enza, vittima uccisa dal marito.

Anita Capasso

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BRUSCIANO - Marcia silenziosa contro la violenza sulle donne. Dall’aula consiliare a piazza XI Settembre l’impegno continua. L’assessore Monica Cito è determinata a portare avanti il suo progetto a favore delle categorie più deboli e svantaggiate.  Enza vive in un albero di Melograno piantato a piazza XI Settembre.  Il sindaco Giacomo Romano è con lei e la sostiene.  Ognuno stringe in mano un cartello.

“La manifestazione di oggi è un messaggio di educazione e di rispetto –afferma il primo cittadino Giacomo  Romano-  nei confronti di chi rappresenta la quinta essenza della vita”. C'è anche il vicesindaco Salvatore Travagliano con il cartello:" Io sono omm, non alzo le mani".   

Insieme vogliono smuovere le coscienze affinché crimini del genere non si verifichino mai più. Si ricordano le vittime di violenza,  morte per mano di mariti, figli e fratelli. Si ricordano Melania Rea, Vincenza,  Ornella, Ylenia…si declamano i loro nomi e si fanno volare i  palloncini accompagnati da applausi.  Si ricorda Enza,  ammazzata dal marito nel 2012, senza ricordo. 

L’assessore Cito tiene stretto il cartello con il suo nome in mano e non vuole lasciarlo andare. Ha scelto di non far volare il palloncino rosso, ma di affidare alla piantumazione di un albero di Melograno l’imperituro ricordo senza cognome per non urtare la sensibilità di chi ha distorto la realtà dell’efferato femminicidio. Enza è vittima, non carnefice, lo dicono gli atti giudiziari e i 18 anni di carcere inflitti al suo carnefice. Si può non amare più, ma non si può togliere il diritto a vivere. Non si può raccontare ciò che non è vero.

 In marcia ci sono le consigliere comunali, ci sono Maria D’Amore dell’associazione Sa.Ma e Maria Muzzico delle Federcasalinghe.  Il sindaco Giacomo Romano si sofferma sull’importanza delle donne e del loro ruolo.  Maria D’Amore ancora una volta sottolinea quanto sia difficile per i disabili vivere situazioni del genere a volta anche inconsapevolmente.

Maria Muzzico dell’associazione Federcasalinghe:”Anche non riconoscere il lavoro delle casalinghe è una violenza. Le donne muoiono perché non vengono tutelate, le loro denunce restano lettera morta, chiuse nel cassetto”.

 L’assessore Monica Cito si scusa per lo slittamento dell’orario della manifestazione e con coloro che  stanchi dell’attesa sono andati via. “Mi dispiace, ma senza polemiche abbiamo il dovere del ricordo”. E Brusciano sta ricordando. Stanno ricordando anche le associazioni Insieme si può e il Cenacolo Bruscianese. 

 

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