Due anni dopo, Saviano si riscopre più unita

Antonio Iannucci

Due anni dopo l’ultima volta, due anni da quando la pandemia ha ha preso l’esclusiva su tutte le manifestazioni. Ebbene, dopo due anni, il popolo savianese si è riscoperto più unito che mai intorno al proprio simbolo: la statua del Cristo Morto.

La processione del venerdì santo è stata da sempre la manifestazione più sentita dal popolo savianese. Si, c’è il carnevale, ma lo stesso carnevale, tra faziosità e critiche non porta tutti dalla stessa parte, mentre la processione mette tutti d’accordo.

Tutti ad adorare il Cristo e la Madonna in processione. Una processione sentita, in un silenzio assordante rotto solo dalla marcia funebre che ha accompagnato il corteo per le strade cittadine.

Commovente l’epilogo di quest’anno con le statue ferme in piazza davanti l’ingresso della chiesa madre a salutare il popolo raccolto.

Dopo alcuni istanti di adorazione racchiuso in bolla di rispetto e adorazione, le statue sono entrate in chiesa accompagnate dal l’applauso della gente e, la successiva chiusura dei cancelli ha acquisto un significato mistico quasi a voler chiudere e dare un taglio a questo brutto periodo di storia trascorso per dare un nuovo futuro.

Il messaggio è stato anche sottolineato dal sindaco avv. Vincenzo Simonelli via social con queste parole:
"Dopo due anni di standby, questa Pasqua ci ha permesso di riappropriarci delle tradizioni e dei rituali bruscamente interrotti dalla pandemia. Mi auguro che la celebrazione della resurrezione di Cristo segni l'inizio della definitiva ripresa della comunità e del ritorno alla normalità di tutti i giorni".

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