Luci, Fuori: primo album della cantarpista molisana

Paolo Isa

Luciana Patullo, in arte Luci, classe 1988, è nata e vive a Bojano tra le montagne e i liberi pascoli del Molise. Cantautrice con l’arpa, studia tuttora al Conservatorio di Frosinone e compone le sue canzoni al pianoforte del suo Laboratorio di Espressione Lo Scarabocchio, fondato nella sua città d’origine nel 2018. Canta storie di vulnerabilità interiore, comune agli animi sensibili ed empatici, e della capacità di trasformare le proprie debolezze in punti di forza. Luci incontra sé stessa nell'omonimo album d’esordio, dal 18 dicembre su tutti gli store dig. Dopo ben quattro singoli, arriva il primo e omonimo album della cantarpista molisana Luci, in uscita per Metatron il 18 dicembre su tutti i digital store e disponibile per l’acquisto in formato fisico sul sito di Artist First.

L’album si compone di 10 brani, tutti prodotti da Aurelio Rizzuti al Cubo Rosso di Roma e scritti e composti dalla stessa Luci, ad eccezione della cover di “La casa in riva al mare” di Lucio Dalla e di “La semplice volontà”, scritta e composta da Giuseppe Zingaro (ZinGiu dei Vitto) ed edita da Sugar Publishing / Metatron Publishing. Un mix di brani che l’artista di Bojano porta da diversi anni nella sua valigia e canzoni più recenti, che si fondono instaurando un dialogo tra la vecchia e la nuova Luci. Il suo primo album racconta la sua storia, i suoi alti e bassi, la trasformazione delle sue paure e insicurezze in lotte quotidiane ma felici. Una narrazione intima accompagnata da melodie delicate in cui l’affascinante arpa celtica della cantautrice e l’eleganza dei suoni elettronici di Aurelio Rizzuti si sposano alla perfezione.


Con “Dal Principio”, “La semplice volontà” e “Anemone” Luci osserva sé stessa, elabora le sue esperienze per leccare via vecchie lacrime, non importa se si vedranno sempre le crepe tra i vari “Pezzi”. Si apre così al mondo esterno, con due inviti: “Il Bolero delle Mante” e “Cinque metri di neve”, il primo ad essere sempre sé stessi, il secondo a riconoscere di meritare l’amore altrui.


In “Che ore sono” Luci si arrabbia per i facili giudizi, come quelli rivolti a Johanna Bonger, di cui racconta la coraggiosa storia in “Johanna”.Cognata di Van Gogh, è grazie a lei e alla sua resilienza se oggi possiamo ammirare i quadri del pittore. "Il fil rouge dell'album è il fascino che gli opposti esercitano su di me e questa mia volontà di guardarli più a fondo per scoprire che la dualità non esiste, è un sistema che noi creiamo per comprendere meglio la realtà, per schematizzare un mondo che schematizzabile non è. Anche per questo nella composizione grafica (realizzata dall'artista Michela Di Lanzo) appaiono elementi molto contrastanti, la morbidezza dei fiori vicino alla durezza delle ossa in cerchio, insieme attorno ad un universo".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di Paolo Isa >>




Articoli correlati



Altro da questo autore