Io non mi arrendo

Anna Filannino

Roberto Mancini e la terra dei fuochi

Rai uno ha dedicato due serate alla proiezione della fiction Io non mi arrendo incentrata sulla storia di un poliziotto-coraggio che ha sacrificato la propria vita in nome della verità e della giustizia. Roberto Mancini – funzionario che per primo investigò sui veleni della terra dei fuochi divenendone vittima – è il protagonista delle vicende raccontate attraverso la magistrale interpretazione di Beppe Fiorello.

Storia di un uomo, di un poliziotto, di un padre di famiglia, di un malato di tumore che non vuole soccombere sotto il peso di una malattia che dilania il suo fisico e la sua mente. Poliziotto- coraggio che mette da parte la sua vita privata in nome della giustizia e dello stato che lui serve amorevolmente.

Beppe Fiorello – incaricato di dare voce a Roberto Mancini -  è chiamato a scuotere le coscienze aride di coloro che detengono il potere e sono ciechi e sordi di fronte al male che attanaglia la nostra terra. Politici corrotti che fingono di tendere una mano al popolo campano ma che in realtà sono più impegnati a seppellire le malefatte di coloro che non vogliono che Campania viva ancora.

La terra dei fuochi diviene, dunque, l’oggetto di un racconto che fa rabbrividire chi lo ascolta; una storia vera che mostra la manichea lotta tra bene e male che da secoli regge l’universo. Questa volta, però non si tratta di avvenimenti distanti anni luce da noi, è la NOSTRA STORIA, quella del popolo campano che quotidianamente affronta con coraggio le brutture di una società che ha calpestato il valore fondante dell’esistenza: il dono della vita. Madri che urlano la necessità di fare qualcosa per evitare che altri piccoli innocenti muoiano; è questa l’immagine che serve da monito per tutti coloro che sono responsabili di quanto accade oggi in quello che viene definito il triangolo della morte. Io non mi arrendo è il grido di un uomo che diviene l’urlo dell’umanità tutta.

Io non mi arrendo  ecco il motto che dobbiamo fare nostro cercando di scuotere le coscienze di chi ignora volontariamente la nostra tragedia.

 

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